AGRICOLTURA

ANALISI DEL CONTESTO
La superficie agricola utilizzata nel comune di Tassullo ammonta a 730 ha, di cui 480 ha sono coltivati a melo specializzato e i rimanenti 250 ha sono destinati a prati permanenti e pascoli in quota. La superficie boscata si estende per 470 ha.
Il patrimonio zootecnico dei censiti di Tassullo è inesistente, al momento non ci sono allevamenti specializzati attivi: nella Malga Tassulla sono ospitati nel periodo estivo animali provenienti da fuori comune.
Gli occupati in agricoltura sono 296 su un totale di 826 occupati in tutti i settori economici, incidendo quindi per un 36%. Le aziende agricole sono 274, e di queste 119 sono condotte da agricoltori iscritti alla sezione 1° dell’albo delle aziende agricole (APIA), 85 da iscritti alla sezione 2°, 70 da non iscritti.

Le aziende sono di piccole dimensioni, il 75% ha una superficie inferiore ai 2 ha, ma rappresentano solo il 37% della superficie totale. Le aziende che si estendono su una superficie superiore a 3 ettari sono 54, ovvero il 15% delle aziende; coprono è il 47% della superficie totale.

Il tessuto imprenditoriale, è caratterizzato dalla presenza di agricoltori non giovani: ben il 46 % delle aziende agricole censite nel comune di Tassullo è condotta da un imprenditore con un’età superiore ai 60 anni. È da rilevare comunque, il fatto che gli agricoltori ultrasessantenni hanno aziende mediamente piccole, infatti, coltivano una superficie che rappresenta solo il 26% della totale.
Di contro gli agricoltori con meno di quarant’ anni, sono solo il 14 % e coltivano una superficie pari a quella degli ultrasessantenni, ovvero il 26% del totale.

Da questa breve analisi statistica, emerge che il comune di Tassullo è un territorio rurale altamente specializzato, caratterizzato da una enorme frammentazione aziendale, ma anche intra-aziendale (le molte piccole aziende sono composte da numerosi appezzamenti), gestite per una metà in modo professionale (da imprenditori iscritti all’Apia, sezione 1, con un’età inferiore ai 60 anni) e per una metà rappresentano una seconda fonte di reddito.
A supporto di questo forte dualismo strutturale, operano diverse strutture, che agiscono a diversi livelli, ovvero la conservazione, lavorazione e commercializzazione delle mele, l’acquisto di materie prime, la miscelazione dei prodotti fitosanitari, la gestione del territorio e l’irrigazione (Consorzio di Miglioramento Fondiario),la consulenza tecnica (CTT, FEM – Istituto Agrario di S. Michele A/Adige), l’accesso al credito (Cassa Rurale); senza questa fitta rete, le piccole aziende non avrebbero la possibilità di rimanere sul mercato.
Il settore agricolo produttivo, oltre ad essere costituito da aziende molto specializzate, è quindi caratterizzato dall’esistenza, al suo interno, di una spiccata attitudine alla collaborazione tra i diversi soggetti socio-economici. Il Comune di Tassullo è quindi un territorio rurale caratterizzato da una forte specializzazione frutticola, dove la volontà di cercare soluzioni collettive ai problemi sono elementi fortemente radicati nel background culturale della popolazione.

IMPATTO AMBIENTALE
L’agricoltura, come tutti i settori produttivi, ha un’incidenza ambientale. L’impatto sull’ambiente si esprime in termini positivi, con riferimento alla cura e alla gestione del territorio e del paesaggio, attraverso la sistemazione dei terreni, la creazione e il mantenimento di una rete di scolo delle acque, il sequestro di anidride carbonica che avviene grazie alla fotosintesi delle piante e del cotico erboso, la gestione di una rete di stradine all’interno della campagna, usufruibili da tutta la popolazione, ecc.
Gli effetti negativi sono legati alla difesa antiparassitaria, con conseguente inquinamento puntiforme che può compromettere le falde acquifere e i rischi da deriva, durante i trattamenti. Il relazione ai trattamenti è doveroso sottolineare il fatto che è stato intrapreso un percorso, già dagli anni ’80, per il contenimento di questi rischi. Tale percorso è partito con i Protocolli di Autodisciplina che si basavano sulla difesa integrata: erano stati ridotti il n. di principi attivi utilizzabili, i residui da principi attivi sulla frutta immessa al consumo, ecc. Oggi il concetto si è evoluto ed ampliato, si è passati dalla difesa integrata alla produzione integrata, da un protocollo di autodisciplina al rispetto di una Disciplinare controllato e garantito da un ente pubblico, la Provincia Autonoma di Trento.
Negli ultimi venticinque anni sono cambiate molte cose; la sensibilità della popolazione e degli agricoltori verso i temi ambientali, la normativa europea e nazionale che ha limitato moltissimo la gamma di principi attivi utilizzabili e i residui ammessi sulla frutta. Conseguentemente, il settore frutticolo si è adeguato, ponendo l’attenzione non solo alla tossicità dei prodotti antiparassitari ma sulla totale gestione dell’azienda agricola. Ovviamente, vista la frammentazione aziendale e la complessità del sistema, le risposte sono, e devono essere collettive: ne sono un esempio il sempre maggior ricorso ai processo certificativi (GlobalGap, Naturechoise, ecc) che hanno reso possibile una piano formativo obbligatorio rivolto a tutti gli imprenditori. L’attività formativa ha come obbiettivo l’approfondimento della tematica della sicurezza in agricoltura e accrescere la consapevolezza da parte degli agricoltori sul loro ruolo nella salvaguardia dell’ambiente.
Quindi fare produzione integrata oggi, rispetto al passato, significa avere agricoltori preparati, che conoscano le tematiche ambientali, che siano in grado di adottare tutti gli accorgimenti possibili per ridurre l’impatto ambientale.
La professionalità degli agricoltori deve essere ampio raggio, e coinvolgere tutti gli operatori, sia quelli che gestiscono grandi aziende che di coloro che sono agricoltori come secondo lavoro.
A livello di popolazione residente, si assiste ad una sempre maggior preoccupazione soprattutto per la deriva da prodotti fitosanitari durante i trattamenti antiparassitari. Tale apprensione è dovuta a diversi fattori; in primo luogo la vicinanza fisica tra appezzamenti e abitazioni, il comportamento sbagliato di alcuni agricoltori che non rispettano le norme cogenti, di buon senso e le buone pratiche agricole e il fatto che tale problema ha un forte impatto emotivo e sensazionale.
È ovvio che ogni agricoltore ha l’obbligo di porre ogni precauzione per assicurare la pubblica incolumità e per il rispetto della proprietà pubblica e privata, evitando danni a persone, animali o cose; è anche corretto affrontare il problema con un approccio tecnico- scientifico e non basandosi su percezioni ed emozioni.
Ad esempio, la percezione della popolazione dell’inquinamento ambientale dell’uso dei fitofarmaci è legato alla deriva: in realtà questo è dovuto soprattutto all’inquinamento puntiforme, legato al fatto di lavare l’irroratrice o eventuali attrezzi per la miscelazione sempre nello stesso posto, e solo in parte è dato dalla deriva (dati dal progetto europeo TOOPS – DEIAFA). Conseguentemente, se vogliamo ridurre l’impatto ambientale, non dobbiamo concentrarci solo sull’effetto deriva, ma soprattutto della fase di preparazione della miscela e smaltimento della stessa.
Questo non significa non affrontare il problema: molto c’è da fare e da migliorare per ridurre al massimo entrambe le fonti di inquinamento.
Quindi, per contenere il problema, bisogna agire regolamentando le varie fasi, analizzandole, trovando i punti critici e individuando i possibili aspetti migliorabile. Le fasi da regolamentare, sono:
1. Preparazione delle miscele per i trattamenti fitosanitari: stabilendo dove possa essere effettuata (luoghi autorizzati e azienda agricola, livello di riempimento della botte, luoghi per la pulizia dell’attrezzatura.
2. Prescrizioni per i trattamenti fitosanitari: definendo che l’agricoltore deve fare in modo tale da evitare che le miscele raggiungano edifici pubblici e privati, orti, giardini, parchi, aree ricreative, centri sportivi e relative pertinenze, cimiteri e comunque rimanendo a una distanza di rispetto in funzione dell’altezza delle piante.
In tale fascia di rispetto, si dovrà regolamentare la possibilità di effettuare trattamenti, ad esempio permettendo i trattamenti effettuati con lance azionate a mano a pressione moderata e sistemi con impatto uguale inferiore, ad esempio le macchine irroratrici dotate di dispositivi per il contenimento della deriva, quali ugelli antideriva (a pre-camera o ad iniezione d’aria), sistemi a tunnel, a deflettori, o a collettori, per il recupero del prodotto, ovvero di sensori in grado di erogare automaticamente la miscela fitoiatrica solo dove è presente la vegetazione, le macchine irroratrici dotate di sistema di convogliamento a basso volume d’aria.
Inoltre è importante che l’agricoltore ponga la massima attenzione affinché al momento del trattamento non vi siano nelle vicinanze persone od animali e, nel caso, di interrompere il trattamento stesso, che orienti correttamente i getti in funzione delle dimensioni del bersaglio, che adegui la portata dell’aria allo sviluppo vegetativo e regoli opportunamente il flusso d’aria affinché investa oltre alle gocce erogate solo la vegetazione.
È importante adottare tutte le misure precauzionali per evitare la perdita di miscele e schiume lungo le strade, spegnere gli atomizzatori con motore autonomo durante la circolazione su strade e evitare il trattamento in presenza di forte vento o in condizioni di temperature elevate.
3. Manutenzione delle attrezzature: gli effetti negativi sull’ambiente si possono ridurre migliorando l’efficienza delle macchine irroratrici e la qualità della distribuzione. A tal fine è importate effettuare periodicamente il controllo e la taratura delle macchine per la distribuzione dei fitofarmaci.
Al fine di evitare perdite durante il caricamento o il tragitto, l’utilizzatore dovrà periodicamente controllare accuratamente lo stato delle attrezzature e delle condutture (rubinetti, giunti, ecc.).
Per evitare l’inquinamento puntiforme, si dovrà vietare il lavaggio delle attrezzature per la distribuzione delle miscele nei centri abitati, in prossimità di corsi d’acqua, di pozzi, di fontane, di fossi e nelle aree di rispetto delle opere di presa degli acquedotti. La pulizia delle attrezzature deve essere fatta in aree predisposte o in aperta campagna, nei propri fondi, evitando la formazione di pozzanghere.
4. Smaltimento delle miscele e dei relativi contenitori
Le miscele residue e i contenitori vuoti (scatole, barattoli, bidoni, sacchetti, ecc.) venuti a contatto con i prodotti fitosanitari devono essere smaltiti secondo la normativa vigente e non devono essere eliminati assieme ai rifiuti urbani o abbandonati sul territorio.
Affinché tutte le fasi avvengano in conformità con quanto previsto, è si indispensabile effettuare dei controlli sul rispetto di tali regole da parte dell’agricoltore, ma soprattutto agire sulla formazione dei singoli operatori, perché è soprattutto la professionalità dei singoli agricoltori che fa la differenza.
Un’ulteriore fonte di inquinamento, di tipo visivo-paesaggistico, è rappresentato dalla presenza delle reti antigrandine. È impensabile eliminare il problema, in quanto la difesa attiva dalla grandine costituisce un’importante risorsa a disposizione dell’agricoltore per salvaguardare la produzione e il reddito.
Le reti antigrandine possono essere di diversi colori, bianche, grigie e nere, con efficienza ed impatto visivo diverso, purtroppo inversamente proporzionali. Il Comune può intervenire imponendo il tipo di rete a più basso impatto nelle zone a più alto interesse paesaggistico, e supportare altri tipi di difesa alternativi, sempre se economicamente convenienti o tecnicamente validi.

FABBISOGNI DEL SETTORE E AZIONI PROPOSTE
GIOVANI AGRICOLTORI
I giovani agricoltori non sono molti, ma rappresentato il futuro: è importante che siano professionalmente preparati, aperti al nuovo, che conoscano anche quello che succede fuori dalla Val di Non, che si confrontino tra loro e con altre realtà, perche è dal confronto che si trovano soluzioni ai problemi, le possibilità di miglioramento ecc.
L’amministrazione dovrà attivarsi per creare un gruppo di giovani agricoltori che facciano rete tra loro del comune ma anche fuori, dovrà proporre incontri tecnici, in collaborazione con la Fondazione E. Mach, delle uscite mirate, il tutto finalizzato al confronto, all’aumento delle conoscenze tecniche, alla conoscenza di altre realtà, in modo da creare terreno fertile per la creazione di nuove opportunità o alla risoluzione di problematiche.

EFFICIENZA DEL PROCESSO PRODUTTIVO
Il settore ha notevoli costi per la notevole frammentazione aziendale.
Si intende procedere per attivare un progetto di riordino fondiario su base volontaria che copra l’intero territorio comunale.
Tale progetto consiste nella creazione di una banca dati contendo le particelle fondiarie che volontariamente gli agricoltori scambierebbero. Con un programma informatico basato sulla tecnologia GIS, si procederà alla predisposizione di proposte di permuta di pf. Ovviamente si dovrà trovare un sistema per valutare in modo corretto il valore dei singoli fondi, in base al loro posizionamento geografico e all’impianto frutticolo presente.
Si intende lavorare per trovare finanziamenti e sovvenzioni per ridurre o eliminare i costi dell’operazione.

SICUREZZA
Il tema della sicurezza in agricoltura è sempre di attualità. Ogni anno ci sono incidenti, talvolta purtroppo mortali, correlati all’uso delle macchie agricole.
L’amministrazione comunale dovrà fare il possibile per ridurre le fonti di pericolo per il transito delle trattrici, individuando eventuali pericoli e mettendo in sicurezza le strade.
A tale scopo sarà molto importate il coinvolgimento di tutti, in particolare del CMF.
Relativamente alla sicurezza per l’operatore, si deve ricordare il rischio chimico dovuto all’inalazione dei gas sprigionati dai fitofarmaci soprattutto in purezza (prima della miscelazione con acqua). A tal proposito si dovrà incentivare l’utilizzo delle vasche di miscelazione, dove questa fonte di pericolo viene eliminata.

INTERAZIONE FRUTTICOLTURA E TERRITORIO
La convivenza tra frutticoltura e popolazione è difficile, ma, come sempre è dal confronto che si possono trovare selle risposte e delle soluzioni. Il confronto deve basarsi su un dialogo costruttivo, dove si abbandonano prese di posizione a prescindere da tutto il contesto.
È importante che la popolazione sia consapevole del ruolo fondamentale dell’agricoltura nella salvaguardia del territorio; è fondamentale quindi impostare una corretta campagna do comunicazione dove si illustrino i contributi positivi e negativi e quanto viene messo in atto per contenere i danni.
Allo stesso tempo è indispensabile che tutti gli agricoltori rispettino le norme cogenti e il buon senso, e per garantire questo, è necessario che ci siano dei controlli seri.
Per ridurre l’inquinamento da antiparassitari, si deve agire in due direzioni, riducendo il più possibile l’inquinamento puntiforme (responsabile per l’80% dell’impatto totale) e riducendo il problema della deriva.
Per il primo aspetto, si dovrà incentivare e l’utilizzo e il funzionamento delle vasche di miscelazioni, evitando che l’agricoltore effettui la miscelazione in azienda e predisporre dei luoghi per il lavaggio delle irroratrici, in modo che l’acqua di lavaggio venga raccolta e opportunamente gestita.
Per contenere l’effetto deriva durante i trattamenti, è indispensabile agire sulla professionalità degli operatori, organizzando e favorendo momenti di formazione, in collaborazione con la Fondazione E. Mach allo scopo di rendere tutti gli agricoltori consapevoli dell’importanza della corretta regolazione e taratura dell’irroratrice in funzione delle piante bersaglio, e promuovere l’utilizzo di dispositivi che contengono la deriva.
Sarà sicuramente da valutare la possibilità di spostate le vasche di miscelazione dai centri abitati verso zone periferiche, preferibilmente raggiungibili da strade interpoderali, in modo da non creare disturbo dovuto al passaggio di numerose trattrici con irroratrice, e ridurre il possibile inquinamento e traffico che provocano con il transito, nel periodo dei trattamenti.
Inoltre, in ottica di revisione del piano regolatore, sarà importante individuare le nuove aree residenziali in modo che l’interazione e la vicinanza ai frutteti sia minima, evitando la costruzione di abitazioni sparse sul territorio, limitando situazioni che creino difficoltà a chi nella casa ci vive, e a chi, ha il diritto di lavorare in tranquillità, e tra l’altro, era presente con la sua attività prima della costruzione dell’abitazione.

RIPRISTINO INFRASTRUTTURE COMUNALI
Sarà dedicata la massima importanza alla salvaguardia e alla tutela delle proprietà comunali (strade, piazziole, sentieri ecc) .
Si ritiene importante collaborare in modo costruttivo con il Consorzio di Miglioramento Fondiario per la gestione delle problematiche comuni.
Uno degli aspetti da prendere in considerazione con urgenza è la sistemazione dei canali delle acque di scolo, in quanto, in molte zone, ormai non sono più sufficienti a causa dell’intensificarsi delle opere drenaggio effettuate nei singoli frutteti in occasione del rinnovo degli stessi.

Pubblicato dapio alle 13:33  

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