AMBIENTE E TERRITORIO

MONTAGNA
La montagna, è una risorsa fondamentale per la nostra comunità: è suddivisa nei due comuni catastali, Tassullo 2 e Tassullo 3 e consiste in 250 ha di prati permanenti e pascoli e 470 ha di superficie boscata.

PLAN DEL LA NANA
Di notevole importanza è la zona del Plan dela Nana, interessantissima dal punto di vista paesaggistico, ma non solo, ma anche per le notevoli particolarità geologiche, in quanto la sua origine risale a ghiacciai scomparsi 12.000 anni fa. Il pian della Nana è stato per anni ideale “palestra” per l’osservazione di fenomeni geologici.
Tale luogo deve essere valorizzato dal punto di vista ricreativo, turistico ed educativo, incentivando la visita da parte dei fruitori, cittadini del comune, della valle e ospiti, ovviamente in collaborazione con l’Ente proposto, Il Parco Adamello Brenta e il Comune di Nanno, e nel pieno rispetto dell’ambiente, tutelandolo e preservandolo.
Il Plan dela Nana si presta all’approfondimento di diversi temi, quali:
• la geologia
• la flora e la fauna alpina
• i lavori di una volta (alpeggio)
• le trasformazioni dei prodotti (caseificazione, la produzione di burro, ricotta ecc)
• la conoscenza degli animali da allevamento (oggi non più presenti nei centri urbani)
Il progetto di valorizzazione, che coinvolgerà il gestore della Malga, la SAT, gli enti di ricerca (Museo di scienze naturali), il Parco, sarà rivolto oltre che ai cittadini, anche alle scuole con le settimane formative, agli agritur e strutture ricettive in genere, e proporrà diversi percorsi anche grazie alle figure professionali Accompagnatori del Territorio, che aiuteranno i fruitori a scoprire le bellezze del Plan dela Nana e ad imparare i processi geologici, l’ecologia della zona ecc.
Oltre ai percorsi con la guida, si predisporranno delle “guide cartacee” da distribuire all’ingresso del parco, con la quale i visitatori saranno aiutati ad affrontare il percorso individualmente.
Per i più piccoli (sia studenti che bambini del luogo) potranno essere attivati dei laboratori didattici presso la malga Tasula sulla caseificazione, la produzione di diversi alimenti e sulla conoscenza degli animali.
Ovviamente per poter sviluppare tali progetti è indispensabile che la Malga sia gestita in modo sostenibile, curando l’ordine e la pulizia sia negli spazi interni che esterni. Inoltre è da ripensare la collocazione del bivacco, in quanto l’attuale dislocazione nella stalla non è funzionale per intersecarsi dei percorsi tra animali e visitatori.
Per quanto riguarda l’accesso alla Malga si intende mantenere il divieto dei mezzi sulla strada, consentendo il transito solo tramite permesso del sindaco.
Inoltre si valuterà la possibilità di istituire una navetta di trasporto idonea che su appuntamento prestabiliti porti i visitatori fino alla Malga.

PRATI E PASCOLI
Il problema della montagna oggi e il rimboschimento naturale e la riduzione dei prati; questo a portato alla scomparsa o la forte riduzione di animali il cui habitat è il prato quali la coturnice, il gallo forcello, il gallo cedrone e in parte la lepre.
È quindi importante favorire il più possibile lo sfalcio dei prati, utilizzando anche lo strumento del contributo sul PSR allo sfalcio…
Per quanto riguarda il bosco, sarà sicuramente da incentivare la pulizia dello stesso eliminando gli schianti (Val Poz, sul Senter del’Ors, sulla lasta), e alla luce del l’incremento futuro della richiesta di legname, (dovuto al termine degli estirpi dei meli a valle), organizzando il taglio dei lotti.
Si ritiene opportuno procedere ad una regolamentazione del transito invernale delle motoslitte.

ZONA PEZ GRANT
Tale zona, nella quale esistono alcuni focolari, tavoli e panchine, va risistemata, riparando le strutture rovinate dalla neve e sfalciando un paio di volte l’anno, inoltre va delimitando il recinto con il filo elettrico in modo che gli animali al pascolo non entrino.
L’obiettivo è che l’area torni ad essere utilizzata sia in giornata ma anche, come succedeva fino a qualche anno fa, con il campeggio in tenda.
BAITE COMUNALI E STRADE
Le baite comunali quali el Bait dei Pastori, del’Olian, dele Ao, previa scadenza delle concessioni, devono essere sistemate in modo da renderle utilizzabili per le associazioni comunali, o prevedendo che possano essere sorteggiate per l’uso annuale o “affittate” dalle famiglie per alcuni giorni.
Si intende valutare la possibilità di aprire al transito la strada forestale che partendo dal Malghetto di Tassullo, arriva in zona “Ciamp Nan”.

MALGHETTO DI TASSULLO
La zona del malghetto è un’area ricreativa molto utilizzata; va potenziata per renderla ancora più fruibile da parte di tutti i cittadini sia per partecipare a feste organizzate ma anche per poter trascorrere del tempo in allegria.
Vanno quindi sistemati e ripensati gli spazi esterni, creando un bel parco giochi per i piccoli, degli spazi destinati a campetti per sport, zone relax ecc.
innanzitutto va risolto il problema dei servizi quali l’elettricità eliminando il generatore e portando la linea elettrica, gestita l’acqua, e va rivista e potenziata la cucina, fornendola di quanto necessario (es. attrezzatura, lavastoviglie, ecc).
Si intende costruire una tettoia aperta, utile per le manifestazioni, soprattutto in caso di pioggia o per mangiare riparati dal sole; è inoltre da sistemare la malga rendendola più soleggiata e fruibile

AMBIENTE
RISPARMIO ENERGETICO
L’acqua è un bene comune essenziale per la vita, da diritto basilare è diventata nella realtà un bene di consumo come tanti, una merce da vendere sul mercato globale. In alcuni Paesi del mondo l’acqua è un problema vitale. Per questo l’ONU ha istituito la giornata mondiale dell’acqua che cade il 22 marzo.
Il Decreto Ronchi, convertito lo scorso novembre in Legge, prevede all’articolo 15 la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, con l’obiettivo di promuovere la concorrenza. Che cosa accadrà ai nostri acquedotti pubblici ? I nostri Comuni saranno obbligati a privatizzare il servizio idrico con vertiginosi aumenti delle tariffe? Nel nostro Paese sta crescendo un vasto movimento di protesta a sostegno di una di una proposta di legge di iniziativa popolare che tuteli la gestione pubblica dell’acqua.
Sarà nostra cura garantire la massima attenzione su questo fondamentale problema affinché l’acqua resti un bene pubblico. La rete idrica locale dovrà essere mantenuta efficiente, in modo da ridurre al minimo le perdite, ed i consumi dovranno essere sempre più oculati riducendo gli eccessi e gli inutili sprechi.

EFFICIENZA ENERGETICA ED ENERGIE RINNOVABILI
L’energia è il motore con cui alimentiamo la nostra vita e l’economia e a tutt’oggi viene ricavata principalmente da fonti non rinnovabili dai combustibili fossili soggetti ad un andamento sempre meno prevedibile. Presentano dei rischi legati all’inquinamento e sono i maggiori responsabili del riscaldamento globale e dei mutamenti climatici registrati negli ultimi anni. Sono così dannosi da compromettere nei prossimi decenni la sopravvivenza sulla terra.
Il risparmio energetico diventa dunque un obbligo e mentre si progettano impianti tecnologicamente puliti si devono anche adottare tutte le tecniche ecologicamente compatibili per la riduzione dei consumi.
Le fonti di energia rinnovabili sono antiche quanto il mondo ed il loro sfruttamento si è naturalmente evoluto fino a diventare una vera e propria scienza grazie all’impegno della ricerca scientifica. Rappresentano anche una fonte di lavoro che in Europa occupa centinaia di migliaia di persone.
I tempi sono maturi per affrontare questa nuova affascinante sfida. Servono conoscenze, ricerca investimenti. Serve soprattutto crederci.
Il ruolo della Pubblica Amministrazione è essenzialmente quello di programmare varie attività e governare attraverso la promozione di diverse azioni che determinano la qualità ambientale e la sostenibilità delle attività che vengono portate avanti su un territorio.
Ovviamente non è sufficiente conoscere, ma è necessario che queste realtà ambientali siano anche riconosciute ed accettate come valore oggettivo dagli interlocutori sociali, ambientali, economici ed istituzionali.
E' in merito alla valutazione di questi profili, che si vengono poi ad attivare, da parte degli organi competenti, quegli interventi programmatici che permettono di affrontare e risolvere, o quantomeno ottimizzare, situazioni sia a carattere ordinario che straordinario.
Il territorio e la sua cura è sicuramente un impegno che comporta un carico di lavoro di largo respiro, con interventi pianificati sia a breve che a medio-lungo termine. Lo sviluppo e l'utilizzo di energie rinnovabili pulite diventa così un aspetto di primaria importanza nella ricerca della sostenibilità, nel preservare l'ambiente e nella cura di ciò che ci circonda.
Le energie rinnovabili sono quelle fonti di energia il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali, e che per le loro caratteristiche fanno sì che si rigenerino e che divengano di fatto “inesauribili”. Non andando ad intaccare le risorse presenti sul territorio, esse consentiranno di mantenere e di consolidare le nostre abitudini e i nostri stili di vita, mentre questo non sembra essere possibile mantenendo il sistema tradizionale.

PROGETTI POSSIBILI:
• studiare le migliori forme di utilizzo degli spazi pubblici per l'installazione di una importante Piattaforma Fotovoltaica per i bisogni del Comune e della comunità;
• organizzare incontri informativi in tema di edilizia ed architettura sostenibile, dell’innovazione tecnologica e della progettazione partecipata, del risparmio e dell'integrazione energetica;
• studiare la stesura di un Piano Energetico Comunale che insieme al Regolamento Edilizio rappresentino strumenti pianificatori dove individuare le strategie da adottare per agevolare un uso razionale ed efficiente dell’energia, attraverso politiche mirate al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici e all'integrazione di sistemi di produzione locale;
• informare costantemente i cittadini sulle agevolazioni fiscali, sui contributi e sugli enti preposti a tale fine, per quanto riguarda l’installazione e l’utilizzo di fonti di energia alternativa, quali pannelli fotovoltaici e solari, impianti geotermici, impianti a biomassa, etc.;
• attivare uno sportello informativo presso gli uffici comunali, con lo scopo di raccogliere le domande dei cittadini e dare risposte precise ai dubbi riguardanti l'efficienza energetica e l'utilizzo delle energie rinnovabili;
LA GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI
Quando ha iniziato a farsi strada una maggior sensibilità verso i problemi ambientali e si è iniziato a prendere coscienza della limitatezza delle risorse del pianeta, si è assistito ad un lenta ma continua crescita di consapevolezza nei confronti dell’ambiente. Oggi questo modo di pensare vede nei nuovi modelli di sviluppo sostenibile, la risposta in grado di conciliare le necessità nostre e quelle dell’ambiente.
E’ necessario mettere in atto un comportamento attivo, in linea con quei concetti di responsabilità condivisa che ci rende responsabili dell’impatto ambientale rispetto al ciclo di vita del prodotto.
Oggi un terzo dei rifiuti dei prodotti domestici è costituito dai rifiuti di imballaggi.
Sarebbe importante che le aziende produttrici di imballaggi si attivassero direttamente sul fronte della ricerca per poter identificare soluzioni alternative che permettano di intervenire nella fase di progettazione dell’imballaggio. Si eviterebbe così, fin dall’inizio, la presenza di materiali nocivi, si ridurrebbe la quantità di materia necessaria e si renderebbe più facile il recupero e il riciclo. Infatti solo se si lavora in un’ottica di prevenzione, arrivando a progettare imballaggi sempre più eco-sostenibili e abbracciando la strada della "responsabilità condivisa", è possibile contribuire ad una gestione corretta del ciclo virtuale dei rifiuti.
In questo contesto la funzione dell’imballaggio diventa sempre più strategica. E’ curioso pensare a come fosse un tempo la distribuzione tradizionale dei prodotti, quando, per il trasporto fino al negozio, erano sufficienti protezioni molto semplici, come un sacco di juta o un cesto di vimini. Il nuovo sistema di distribuzione organizzata porta sugli scaffali dei negozi prodotti pre-confezionati, facilmente fruibili dal consumatore.
Ogni prodotto è custodito nel suo imballaggio e se cinquant’anni fa una donna di una famiglia media comperava merci "sfuse", oggi la stessa donna acquista prodotti confezionati che, oltre a garantire una più efficiente distribuzione, salvaguardano la qualità, l’igiene e la conservazione dei prodotti nelle migliori condizioni, ma producono una quantità di rifiuti elevata.
In generale, per una gestione sostenibile dei rifiuti, crediamo sia necessario:
• minimizzare la produzione di rifiuti con iniziative volte a sostenere la riduzione del numero di imballaggi;
• recuperare la virtuosa abitudine relativa al riutilizzo, sostenendo ed estendendo l’uso di recipienti riutilizzabili per l’acquisto di prodotti (latte, detersivi, ecc.);
• sostenere ed estendere la raccolta differenziata, in termini di qualità e frazioni raccolte;
• potenziare la raccolta differenziata della frazione umida e verde, sostenendo la realizzazione, da parte della Provincia, di idonei impianti di compostaggio per il compost di qualità dislocati sul territorio provinciale;
• sostenere la gestione del compost di qualità derivante dalla raccolta differenziata domiciliare della frazione umida e verde, anche in ossequio e con il sostegno delle disposizioni sul Green Public Procurement (indirizzo legislativo che invita e/o obbliga i comuni ad acquistare cose riciclate o con un elevato tasso ecologico);
• attivare campagne rivolte a coinvolgere i cittadini attraverso l’informazione e la formazione;
• garantire il coinvolgimento della popolazione, cittadini, ditte, associazioni, secondo il principio di responsabilità individuale e condivisa di tutela ambientale;
• potenziare la campagna formativa ed informativa destinata agli studenti della scuola, sui piani di riutilizzo e raccolta differenziata dei rifiuti, oltre che sul concetto di sviluppo sostenibile;
• adeguare, al fine di renderlo più facilmente fruibile e meno impattante dal punto di vista ambientale, il Centro Raccolta Materiali, attraverso la realizzazione di una tettoia e barriere verdi;
• istituire un servizio di aiuto alle persone anziane impossibilitate a conferire i materiali differenziati nell’apposito centro di raccolta;
“Il GPP (Green Public Procurement) è definito dalla Commissione europea come “... l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita”.
Si tratta di uno strumento di politica ambientale volontario che intende favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale attraverso la leva della domanda pubblica. Le autorità pubbliche che intraprendono azioni di GPP si impegnano sia a razionalizzare acquisti e consumi che ad incrementare la qualità ambientale delle proprie forniture ed affidamenti (cfr. il manuale Buying Green! predisposto per conto della Commissione Europea).
I prodotti ‘ambientalmente preferibili’ sono per esempio quelli meno energivori, costituiti da materiale riciclato e/o privi di sostanze nocive, di maggior durata o output di processi produttivi meno impattanti, meno voluminosi, di facile riciclabilità….E’ chiaro che orientare la domanda pubblica verso prodotti con queste caratteristiche consente una riduzione dei consumi energetici, specie quelli derivanti da fonti fossili, la parallela riduzione delle emissioni climalteranti, la diminuzione della quantità di rifiuti prodotti e del carico sulle risorse naturali….
I benefici ambientali sono rilevanti già solo considerando i volumi di spesa - in base alle stime della Commissione Europea, la spesa pubblica nei paesi membri per beni, servizi e lavori ammonta annualmente a circa il 16% del relativo PIL – ma lo sono ancor di più se si valuta l’effetto leva che queste pratiche comportano nel sistema produttivo. E’ stato calcolato infatti che se tutti gli enti pubblici nel territorio dell’UE richiedessero computer a basso consumo energetico, e questo orientasse l’intero mercato in quella direzione, 830 000 tonnellate di CO2 non verrebbero più immesse nell’atmosfera; se tutti gli enti pubblici europei scegliessero servizi igienici e rubinetti efficienti nelle loro strutture, questo comporterebbe una riduzione del consumo di acqua intorno ai 200 milioni di tonnellate (pari allo 0,6 % del consumo totale delle famiglie nell’UE).
La diffusione capillare di pratiche di GPP è in grado di incidere positivamente quindi anche sulla competitività del sistema produttivo, che si troverà ad anticipare l'incessante evoluzione delle normative che introducono standard ambientali sempre più elevati e il trend della domanda sia pubblica che privata, sempre più orientata alla qualità ambientale.
L’efficacia del GPP nel promuovere le condizioni per favorire la diffusione di un modello di produzione e consumo sostenibile si può desumere anche in considerazione del notevolissimo riconoscimento che viene conferito al GPP sia in sede comunitaria che internazionale come strumento di politica ambientale, industriale ed economica.
Riconosciuto come strumento cardine della Politica Integrata dei Prodotti nell’ambito della relativa Comunicazione (COM(2003) 302), la Commissione Europea già dal 2003 invitava gli stati membri ad adottare dei Piani d’azione nazionali sul GPP per assicurarne la massima diffusione. L’Italia, nell’ambito del coordinamento e delle competenze della DSA del Ministero dell’Ambiente, ha provveduto con il DI 135/2008 (consultare sezione corrispondente). Questa azione è stata introdotta nell’ambito di un’iniziativa più ampia in tema di “consumi e produzioni sostenibili” (confrontare sezione corrispondente).
Vale la pena infine menzionare la recente Comunicazione COM (2008) 400 del 16 giugno 2008, parte integrante del Piano d'azione europeo sul consumo e sulla produzione sostenibili e sulla politica industriale sostenibile (SCP/SIP), in quanto ha fornito ulteriore impulso in favore della diffusione del GPP, proponendo come target politico da conseguire entro il 2010 che il 50% di tutte le gare di appalto siano “verdi”, rispettino cioè i criteri comuni “di base” di cui al toolkit predisposto dalla Commissione Europea (vedi http://ec.europa.eu/environment/gpp/toolkit_en.htm modulo 3) e lanciando la proposta di rendere il GPP strumento obbligatorio.”*
*Tratto dal sito: http://www.dsa.minambiente.it/gpp/page.asp?id=33

Pubblicato dapio alle 13:49  

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